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Giu
Lo speck è il salume di origine altoatesina e tirolese che tutti conosciamo e apprezziamo per il suo sapore speziato, le note di affumicatura e la versatilità in cucina dove è protagonista di alcuni piatti della tradizione alpina – dai canederli agli spatlze – e di abbinamenti tipici come speck e brie o speck e zucchine (scopri le ricette con lo speck nel nostro ricettario online). Ma oltre allo speck classico, oggi si trova in commercio anche lo speck cotto, un prodotto diverso che non bisogna confondere con il salume tradizionale: scopriamo di più.
Lo speck cotto non è semplicemente la versione cotta dello speck, ma un salume diverso. Si tratta per certi versi di una sorta di ibrido tra speck e prosciutto cotto, in quanto anche visivamente, una volta tagliato, le sue fette ricordano quelle rosa del prosciutto. Lo speck cotto è un salume di carne suina ricavato dalla coscia di maiale disossata, che viene salata e aromatizzata con un mix di spezie, proprio come lo speck. E con il salume dell’Alto Adige condivide anche la fase di affumicatura, che avviene solitamente a freddo con legno di faggio. Le cosce vengono poi sottoposte a cottura lenta a vapore, che conferisce allo speck cotto la sua consistenza morbida, tenera e succosa.
Per quanto condividano la materia prima e alcune fasi del processo di lavorazione, le differenze tra speck crudo (quello tradizionale alpino) e speck cotto sono abbastanza marcate:
Un’altra differenza fondamentale riguarda la sicurezza dei salumi per le donne in gravidanza, legata al rischio toxoplasmosi che può provocare gravi problemi di salute al feto e anche alla mamma. Come sappiamo, tutti i salumi cotti non presentano controindicazioni e possono essere consumati senza pericoli anche dalle donne con negatività al toxoplasma (cioè che non hanno mai contratto tale infezione in passato e sono quindi a rischio durante la gravidanza): anche lo speck cotto, essendo sottoposto a cottura ad alte temperatura, è quindi paragonabile a prosciutto cotto e mortadella ed è sicuro, a differenza dei salumi crudi come bresaola, prosciutto crudo e speck tradizionale che è meglio evitare se si vuole scongiurare il rischio toxoplasmosi.
Attenzione alla distinzione: con speck cotto qui si intende il prodotto specifico, non lo speck crudo che viene sottoposto a cottura. Cuocere i salumi, secondo molti esperti, non li rende sicuri al 100% ed è quindi meglio evitare di consumarli durante in gravidanza.