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Etichette europee degli alimenti: le proposte per una soluzione unica

Nutriscore francese vs. Nutrinform italiano: qual è meglio?

Dopo che l’Italia anche per il 2022 ha confermato l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime per salumi di maiale e altri alimenti tra cui formaggi, pasta e riso (scopri di più in questo articolo), a livello comunitario si sta affrontando proprio in questo inizio anno il delicato tema del sistema unico di etichettatura per gli alimenti. Ecco di cosa si tratta e quali sono le proposte sul tavolo.

 

Il progetto UE per l’etichettatura unica alimentare

L’Unione Europea ha da tempo espresso la volontà di adottare un’etichetta unica per gli alimenti di tutti i Paesi europei allo scopo di uniformare i diversi sistemi di etichettatura in vigore nei vari Stati e fornire ai consumatori di tutto il mondo informazioni nutrizionali e relative alla composizione dei cibi più trasparenti, dirette e comprensibili. Questo impegno rientra nel più ampio programma “Farm to Fork” promosso dall’UE nel 2020 nell’ambito del Green Deal europeo per la trasformazione del sistema agroalimentare comunitario in ottica sostenibile e con l’obiettivo impatto zero.

Attualmente i sistemi di etichetta unica europea proposti dai Paesi membri alla Commissione Europea sono due: Nutriscore e Nutrinform.

 

Nutriscore, il sistema di etichettatura francese per classificare gli alimenti

Nutriscore è la proposta francese di etichetta alimentare. Si tratta di un modello già in uso al di là delle Alpi a livello nazionale, dopo una fase iniziale di sperimentazione e consiste nell’adozione di un criterio di qualità degli alimenti che viene indicato mediante un’apposita etichetta sulle confezioni. In pratica la Francia ha introdotto un indicatore colorato, che cromaticamente ricorda un semaforo, suddiviso in cinque classi: dalla più verde (A) alla più rossa (E), passando per i livelli intermedi giallo e arancione. A lettere e colori corrispondono diversi livelli di qualità degli alimenti, che vengono pertanto classificati in 5 livelli (anche se, almeno in questa fase, l’ultima fascia è stata lasciata vuota su pressione delle industrie alimentari).

Per stabilire quali sono la lettera e il colore di ogni alimento vengono valutati i seguenti criteri:

  • il contenuto di sale per 100 grammi di prodotto;
  • il contenuto di grassi per 100 grammi di prodotto;
  • il contenuto di zuccheri per 100 grammi di prodotto.

Il limite più evidente dell’etichetta Nutriscore francese è quello di limitarsi a considerare la percentuale di alcune sostanze – non di per sé nocive e non necessariamente le meno salutari in assoluto – all’interno di un quantitativo standard di prodotto, senza alcun riferimento alle quantità consumate giornalmente e al fabbisogno quotidiano di nutrienti dell’organismo. In base al sistema con etichetta a semaforo, per esempio, la margarina contenente grassi idrogenati è meglio classificata rispetto all’olio extravergine d’oliva che invece contiene grassi buoni (scopri la differenza tra grassi saturi e insaturi), e ad essere penalizzati sono anche numerose eccellenze agroalimentari made in Italy.

 

Nutrinform, l’etichetta alimentare italiana che indica valori nutrizionali e fabbisogno quotidiano

Per ovviare alle incongruenze del Nutriscore francese l’Italia ha proposto all’Europa un sistema alternativo di etichettatura alimentare, denominato Nutrinform. L’etichetta di ispirazione italiana si basa sulla dichiarazione dei valori nutrizionali dei prodotti, come già siamo abituati a osservare sulle confezioni dei cibi nostrani:

  • contenuto energetico in kJ e kcal per singola porzione di prodotto;
  • contenuto di grassi in una singola porzione di prodotto;
  • contenuto di grassi saturi in una singola porzione di prodotto;
  • contenuto di zuccheri in una singola porzione di prodotto;
  • contenuto di sale in una singola porzione di prodotto.

Inoltre, ai valori in grammi il sistema Nutrinform aggiunge un indicatore a forma di batteria che riporta la percentuale di calorie, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale della singola porzione rispetto al fabbisogno quotidiano di un adulto medio. In questo modo viene rappresentato anche visivamente in maniera efficace quanto il consumo di una o più porzioni di un alimento incidono sulla quantità giornaliera di nutrienti che è consigliato assumere, fornendo al consumatore consapevole tutte le informazioni necessarie per seguire un’alimentazione corretta e bilanciata.

Il sistema di etichettatura Nutrinform italiano pone dunque l’accento non esclusivamente sugli ingredienti o le sostanze contenute nel cibo, ma nelle modalità e quantità di consumo. Perché, ancora una volta, il fatto di mangiare bene o male non è colpa degli alimenti ma di chi li sceglie, li combina e li consuma.

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