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Mag
Come stanno andando le vendite dei salumi? Ci eravamo lasciati con i dati positivi relativi all’export di salumi italiani 2025, in crescita un po’ per tutti i prodotti, mentre sul piano interno i consumi di affettati mostrano risultati altalenanti. Vediamoli nel dettaglio.
Il report di Teseo by Clal pone il focus sui volumi di vendita di salumi in GDO (grande distribuzione organizzata, quindi catene di supermercati e ipermercati) nei primi due mesi del 2026 e rileva un andamento contrapposto per i consumi di carni fresche: se infatti le vendite di carni suine crescono in volume (+8,1%), con prezzi sostanzialmente stabili, quelle di carne bovina è invece in calo, molto probabilmente a causa del relativo aumento di prezzo.
Per quanto riguarda i salumi venduti in GDO a inizio 2026:
Fatta l’importante premessa che storicamente febbraio è un mese di rallentamento dei consumi alimentari in Italia, dai dati dei salumi provenienti dalla Grande distribuzione organizzata emerge soprattutto che i consumatori valorizzano i prodotti a valore aggiunto e sono orientati a premiare salumi che per qualità e origine vengono riconosciuti come superiori.
I salumi a marchio DOP e IGP rimangono un punto di riferimento per gli italiani nella spesa, perché uniscono la garanzia di qualità certificata dal marchio protetto comunitario – che sottende l’esistenza di un disciplinare di produzione e di un consorzio di tutela – e lo stretto legame con il territorio di cui sono espressione.
Salumi di alta qualità come il già citato Prosciutto di Parma DOP, la Bresaola della Valtellina IGP, la Mortadella Bologna IGP e tutti i principali salumi DOP e IGP (scopri quali sono) intercettano alla perfezione le esigenze dei consumatori di cautela economica nella spesa alimentare, ricerca della qualità dei prodotti e richiesta di alimenti sani con meno conservanti e additivi, nell’ottica di uno stile alimentare salutare.
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