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Giu
Il Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina IGP, che riunisce i produttori valtellinesi di bresaola certificata (scopri quali sono i salumifici autorizzati), ha diffuso i dati relativi al salume con Indicazione Geografica Protetta nel 2025, che mostrano la tenuta del prodotto nei confini nazionali e un forte aumento delle esportazioni. Vediamoli nel dettaglio.
Nello scorso anno la produzione di bresaola IGP – quindi esclusivamente quella prodotta dai salumifici in provincia di Sondrio secondo le regole del Disciplinare di produzione – ha raggiunto quota 11.947 tonnellate, in calo del 5,47% rispetto al 2024. Parallelamente è cresciuto il valore al consumo della bresaola, con un giro di affari che arriva fino a 502 milioni di euro (+4,6% in riferimento all’anno precedente).
Questo significa che si è prodotta meno bresaola IGP, a fronte di un incremento dei prezzi comunque contenuto. La situazione è la conseguenza concreta delle dinamiche socio-economiche che caratterizzano la scena globale negli ultimi anni: l’aumento dei costi di produzione, la minore disponibilità di materia prima europea e i dazi sulle importazioni da Paesi extra-UE hanno determinato un inevitabile adeguamento dei prezzi di vendita, che si riflette sui comportamenti dei consumatori e sulla frequenza di acquisto e consumo di bresaola.
Nonostante questo scenario, tuttavia, i dati mostrano la tenuta del comparto e la capacità di resilienza della filiera della bresaola IGP valtellinese, che rappresenta oggi una vera e propria eccellenza nei salumi italiani e uno dei prodotti a marchio DOP e IGP più amati dai consumatori (scopri la classifica della DOP Economy).
Dove la bresaola non conosce battute d’arresto è al di fuori dei confini nazionali. Secondo i dati del Consorzio, infatti, le esportazioni di bresaola della Valtellina IGP sono in netta crescita: nel 2025 sono state destinate all’estero ben 836 tonnellate di bresaola prodotta in provincia di Sondrio, pari al 32,34% in più rispetto al 2024.
L’export di bresaola IGP risulta in trend positivo sia in Europa che nel resto del mondo:
Fra le nuove e più crescenti destinazioni estere della Bresaola valtellinese a marchio protetto compaiono numerosi Paesi del Medio Oriente, in particolar modo quelli di religione islamica: la bresaola, in quanto salume non di suino, si conferma un prodotto adatto alla dieta islamica ed è sempre più apprezzata e diffusa anche nei Paesi musulmani dove vigono restrizioni di tipo religioso sull’alimentazione (scopri di più sulla bresaola Halal).
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