vendita di pesce di qualità che fa bene alla salute
Meglio mangiare pesce o salumi? Entrambi, per una dieta bilanciata

Perché non vanno esclusi dalla dieta ma alternati consapevolmente

Per mangiare sano non bisogna per forza escludere alcuni alimenti dalla dieta, anzi: molti cibi considerati alternativi tra loro spesso possono coesistere all’interno di una tabella alimentare strutturata, varia e completa. È il caso, per esempio, di pesce e carne, che vengono abitualmente messi a confronto per il loro contenuto nutrizionali eppure sono entrambi utili a un regime alimentare bilanciato.

Una corretta alimentazione si basa infatti sulla diversificazione delle fonti proteiche, comprese quelle animali in cui si trovano tutti gli amminoacidi essenziali: uova, pesce, latticini, carni e salumi possono quindi essere alternati, nelle giuste quantità. Scopriamo come.

 

I benefici nutrizionali del pesce e quali pesci sono più ricchi di nutrienti

Il pesce è considerato uno degli alimenti più importanti della dieta mediterranea e i nutrizionisti consigliano di consumare pesce almeno 2-4 volte alla settimana. Mangiare pesce fa bene all’organismo e alla salute perché contiene nutrienti essenziali e altre sostanze fondamentali in ottime quantità:

  • proteine di alta qualità e di origine animale;
  • acidi grassi polinsaturi omega-3 benefici per il cuore, il sistema cardiovascolare e il cervello;
  • vitamina D (la vitamina liposolubile che fa bene alle ossa) e vitamine del gruppo B;
  • minerali come iodio, selenio e fosforo.

Nel consumo settimanale di pesce è bene variare le specie per beneficiare di differenti profili nutrizionali. I pesci migliori da mangiare perché più ricchi di sostanze nutritive sono:

  • il salmone, fonte di acidi grassi essenziali e vitamina D;
  • lo sgombro, fonte proteica e contenente grassi buoni;
  • sarde e alici, che forniscono omega-3 in quantità, oltre a calcio e vitamine;
  • la trota, ricca di proteine e minerali;
  • l’aringa, uno dei pesci più ricchi di omega-3.

Tra i pesci meno salutari e quindi da evitare o consumare con moderazione ci sono invece il pesce spada e il tonno rosso, per via delle alte quantità di mercurio che possono contenere, il pesce di allevamento a cui è meglio preferire il pescato, i pesci grassi come l’anguilla e il pesce in scatola come il tonno.

 

Le proprietà nutrizionali dei salumi: quando e quanto mangiarne

Anche i salumi possono contribuire al fabbisogno di nutrienti essenziali e non devono quindi essere eliminati dalla dieta, ma inseriti correttamente al suo interno e consumati consapevolmente. Salumi, insaccati e affettati sono diventati negli ultimi anni prodotti più salutari grazie all’attenzione dei produttori verso le esigenze dei consumatori, che chiedono alimenti con ridotto contenuto di sale e grassi, e anche l’utilizzo dei conservanti come nitriti e nitrati è limitato e ben al di sotto delle soglie limite fissate dalle autorità in campo alimentare.

I benefici nutrizionali dei salumi sono noti e molteplici, poiché essi forniscono:

I salumi più salutari sono quelli più magri e leggeri, con meno grassi, come la bresaola della Valtellina, il prosciutto cotto alta qualità, la mortadella e il prosciutto crudo. La frequenza di consumo dei salumi dipende dal contesto alimentare complessivo: in una dieta bilanciata è possibile mangiare salumi una o due volte alla settimana come alternativa alle altre fonti proteiche o all’interno di un pasto leggero, l’importante è sempre evitare gli eccessi e applicare sempre il principio della varietà per garantire all’organismo tutti i nutrienti necessari.

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