fette di prosciutto crudo italiano affettato
Gli amminoacidi non essenziali presenti nei salumi

Le sostanze che completano il profilo proteico dei salumi

Le proteine dei salumi sono proteine di elevata qualità nutrizionale e sono considerate nobili perché al loro interno sono presenti tutti gli amminoacidi essenziali, che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare in autonomia. Ma al tempo stesso i salumi forniscono al nostro corpo attraverso le proteine anche numerosi amminoacidi non essenziali, altrettanto importanti per il metabolismo. Scopriamo insieme quali.

 

Amminoacidi non essenziali: quali sono e a cosa servono

Gli amminoacidi non essenziali sono composti organici che l’organismo è in grado di sintetizzare e si trovano nelle proteine. Il corpo umano può produrli all’interno delle cellule a partire da elementi che contengono sostanze come azoto, idrogeno, ossigeno e carbonio. Anch’essi, come gli amminoacidi essenziali, svolgono ruoli molto importanti: oltre a costruire le proteine, partecipano attivamente al metabolismo energetico, al mantenimento dei tessuti e alla formazione di molecole biologicamente attive.

Gli amminoacidi sono 20 in totale: di questi, 8+1 (l’istidina, che è essenziale soltanto nei primissimi anni di vita) sono considerati essenziali, mentre i restanti 11 (o 12, se si include anche l’istidina) sono amminoacidi non essenziali.

 

Quali sono gli amminoacidi non essenziali nei salumi

I salumi sono fonti proteiche ad elevata concentrazione di amminoacidi non essenziali sia perché la carne animale – bovina o suina – rappresenta una matrice biologica complessa ricca di proteine complete, sia grazie ai processi di stagionatura o cottura dei salumi, durante i quali si verifica una parziale scomposizione delle proteine che ha l’effetto di liberare questi amminoacidi. I più importanti aminoacidi non essenziali che si trovano nei salumi sono:

  • l’acido glutammico, che si trova in grandi quantità in tutti i salumi e contribuisce alla complessità del gusto durante la stagionatura, coinvolto nel metabolismo dell’azoto e precursore di altre molecole biologiche;
  • l’alanina, tra gli amminoacidi più rappresentati durante il processo di stagionatura dei salumi, che contribuisce agli scambi metabolici tra muscoli e fegato;
  • la prolina, naturalmente presente nelle proteine muscolari e nei tessuti animali (di conseguenza ne sono ricchi i salumi con cotenna), che contribuisce alla struttura proteica;
  • la glicina, un amminoacido fondamentale per la struttura del collagene, principale proteina del tessuto connettivo;
  • la tirosina, un precursore di composti biologici tra cui neurotrasmettitori e ormoni tiroidei. La tirosina può essere osservabile a occhio nudo sulla superficie dei salumi quando forma piccoli puntini bianchi sulle fette di prosciutto crudo, che non sono muffe né granelli di sale e non sono nocivi (scopri di più);
  • l’acido aspartico, che si trova naturalmente nelle proteine muscolari, importante per il metabolismo energetico e coinvolto nel trasferimento dell’azoto in varie reazioni biochimiche;
  • la serina, un amminoacido strutturale che partecipa alla sintesi di numerose molecole.

 

Il valore nutrizionale dei salumi dipende anche dalla presenza degli amminoacidi non essenziali: queste sostanze, insieme a quelli essenziali che l’organismo non può produrre in dosi adeguate per soddisfare il fabbisogno giornaliero rendono il profilo proteico dei salumi particolarmente completo e di alta qualità.

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