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Feb
I Giochi Olimpici Invernali che si disputano in Valtellina, in Trentino e in altri luoghi dove nascono i migliori salumi italiani, oltre ad essere una straordinaria vetrina per le eccellenze agroalimentari made in Italy nel mondo (scopri di più), portano un po’ di sana competizione in tutti i settori. Anche fra i salumi: se alle Olimpiadi partecipassero insaccati e affettati, chi salirebbe sul podio nelle varie competizioni? Ci siamo divertiti a immaginarlo, basandoci sui dati dei salumi.
Non c’è gara in questa disciplina: la bresaola valtellinese vince nettamente, risultando per distacco il salume più leggero e magro sia se consideriamo la quota calorica (le calorie della bresaola IGP sono 151 per 100g di prodotto) sia se guardiamo alla quantità di grassi contenuti (2 g di lipidi per 100 di prodotto). Sul podio anche i due prosciutti: il cotto alta qualità, che risulta particolarmente leggero e povero di grassi, e il crudo, che batte in volata la mortadella e lo speck.
Altra medaglia d’oro per la bresaola, che è il salume con più proteine: circa 34 g in 100 g di prodotto, che la rendono un’eccellente fonte proteica oltre che di tanti altri nutrienti utili all’organismo, tra cui il ferro. Completano il podio lo speck (30 g di proteine) e il prosciutto crudo (27 g), ma tutti i salumi sono alimenti ricchi di proteine e in particolare di proteine nobili ad alto valore biologico (scopri cos’è).
Scopri il contenuto proteico dei salumi
Le quantità di sale nei salumi sono ciò che consiglia di consumare questi alimenti con moderazione e in dosi adeguate all’interno della dieta settimanale, nell’ambito di un’alimentazione bilanciata e varia. Grazie alle moderne tecnologie e innovazioni nella lavorazione l’aggiunta di sale si è sempre più ridotta ed è proprio questa drastica diminuzione che permette alla mortadella di salire sul gradino più alto del podio come salume con meno sale, un po’ a sorpresa solo per chi non conosce le virtù di questo salume. In questa speciale graduatoria dominano i salumi cotti, proprio perché non necessitano di aggiunte di sale per la stagionatura.
Digerire i salumi è un processo relativamente rapido, perché hanno un contenuto ridotto di grassi e sono invece ricchi di proteine. A spuntarla è ancora la bresaola, che è considerato il salume più digeribile, seguita ancora una volta dai due prosciutti (per il prosciutto crudo si intende un prosciutto crudo magro)
Scopri i salumi più digeribili
* Non gareggiano: bresaola, speck, coppa, pancetta, salame
I salumi in gravidanza si possono mangiare, ma con attenzione. Alle donne esposte al rischio di toxoplasmosi è infatti sconsigliato consumare carne e alimenti crudi che possono trasmettere il parassita responsabile di questa infezione: il consumo di salumi cotti in gravidanza è però assolutamente consentito, ed è per questo che prosciutto cotto e mortadella sono ammessi nell’alimentazione delle donne in dolce attesa. Il terzo posto del prosciutto crudo è sub judice: si tratta infatti di un prodotto di carne crudo, ma le linee guida del Ministero non ne escludono il consumo in gravidanza, a patto però che si tratti di un prosciutto di alta qualità e con una stagionatura di almeno 12 mesi (scopri di più).
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