Nuove regole UE 2020 per le etichette di salami e salumi suini
Salumi made in Italy: obbligatoria l’indicazione in etichetta

I produttori dovranno indicare provenienza delle carni suine

L’Unione Europea ha dato ufficialmente il via libera nei giorni scorsi all’etichetta Made in Italy obbligatoria per i salumi, che rappresenta una garanzia a tutela dei consumatori e dell’intero comparto alimentare delle carni italiano poiché permetterà finalmente di operare un distinguo tra alimenti realmente prodotti in Italia e ciò che italiano non è.

 

Provenienza delle carni in etichetta: cosa cambia per i salumi

A dare notizia di del decreto UE è Coldiretti, che prende atto della scadenza dei 90 giorni nei quali la Commissione deputata avrebbe potuto opporsi alle linee proposte dai ministeri delle Politiche agricole, dello Sviluppo economico e della Salute in materia di indicazione obbligatoria di provenienza per le carni suine trasformate.

Con l’entrata in vigore del nuovo provvedimento, i produttori saranno obbligati ad indicare chiaramente in etichetta l’origine delle carni di maiale nei prodotti trasformati: mortadella, salami, prosciutto crudo, prosciutto cotto e culatello.

Le nuove informazioni da riportare in etichetta per salumi e insaccati suini in modo leggibile saranno:

  • il Paese di nascita degli animali;
  • il Paese di allevamento degli animali;
  • il Paese di macellazione degli animali.

Sulla base di queste indicazioni il consumatore sarà così in grado di riconoscere quali salumi sono davvero 100% italiani: la dicitura Made in Italy è infatti riconosciuta soltanto ad alimenti di carne trasformata prodotti in territorio italiano a partire da materie prime nazionali. A differenza di quanto accade oggi, quando molti prodotti che sfoggiano l’italianità in realtà sono realizzati con carni di provenienza straniera (è il caso di 3 prosciutti su 4, sempre secondo Coldiretti).

 

La battaglia per la trasparenza in etichetta degli alimenti

L’obiettivo del decreto UE sulle etichette obbligatorie per i salumi suini non è quello di screditare i prodotti realizzati con materia prima estera (se viene garantito il rispetto delle norme e condizioni igienico-sanitarie), ma di incrementare la consapevolezza dei consumatori nella scelta degli alimenti a base di carne di maiale, evitando di spacciare per eccellenze made in Italy qualcosa che non lo è a pieno titolo. I salumi 100% italiani sono quelli di carne trasformata in Italia e proveniente da suini nati, allevati, macellati in Italia.

Quella della trasparenza alimentare in etichetta è una battaglia che vede l’Italia in prima linea in Europa a tutela delle proprie eccellenze enogastronomiche (ne avevamo parlato già in passato sul nostro blog: leggi l’articolo). Oggi gli alimenti con obbligo di indicazione in etichetta della provenienza delle materie prime sono:

  • polpe, pelati, salse, conserve, sughi e derivati del pomodoro;
  • latte e derivati del latte (obbligo di indicare paese di mungitura);
  • pollo e pollame;
  • pasta e riso (con le relative polemiche legate alla dichiarazione di origine del grano, di cui abbiamo parlato qui).

Come si può notare, mancano in questa lista ancora molte categorie di alimenti che trovano nell’indicazione Made in Italy un punto di forza: marmellate e conserve, frutta essiccata, succhi di frutta, fagioli, eccetera. La battaglia per la qualità, insomma, è soltanto all’inizio.

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