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Feb
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Dai giovani, tendenzialmente, non ci si aspetta molta consapevolezza a livello alimentare. Ce li immaginiamo mangiare cibo spazzatura, un po' per pigrizia e un po' per scarsa attenzione nei confronti di questi temi. In realtà, una ricerca internazionale di Sodexo sugli stili di vita degli universitari rivela che quasi 9 studenti italiani su 10 hanno l'abitudine di mangiare sano e soltanto l'1% non dà alcuna importanza a ciò che mangia.
Buone notizie: la consapevolezza del ruolo dell'alimentazione per la salute e il benessere è ben chiaro anche tra i più giovani. Più del 25% degli studenti universitari italiani, infatti, ha dichiarato di considerare il cibo un aspetto molto importante della propria vita.
Quasi la metà del campione, inoltre, ha sostenuto che nei locali e nei ristoranti si aspetta di trovare proposte ipocaloriche o pensate per le esigenze di persone con allergie o intolleranze, così come per chi segue una dieta vegetariana o vegana.
Soltanto una piccola percentuale degli intervistati salterebbe il pasto per risparmiare e, piuttosto che sacrificare il cibo, preferirebbe evitare di spendere durante le uscite con gli amici o per coltivare un hobby.
La crescita esponenziale dell'interesse nei confronti del cibo sano è particolarmente evidente in Italia, ma è stata rilevata anche negli altri paesi che sono stati coinvolti nell'indagine: Spagna, Regno Unito, India, Cina e Stati Uniti. Gli studenti cinesi, per esempio, sono decisamente propensi a spendere di più per acquistare prodotti equo-solidali e sostenibili.
Secondo i dati raccolti da Sodexo, poi, gli italiani prediligono i cibi di origine locale, dimostrando di riconoscere l'importanza di sostenere le produzioni stagionali, diversificate e sane. Su questo punto, purtroppo, emerge una differenza con britannici e americani, che non si dimostrano altrettanto consapevoli.

Facendo riferimento alla categoria degli studenti universitari, bisogna considerare che non sempre essi hanno modo di consumare i propri pasti a casa. Il 35% degli studenti italiani sceglie le mense, i ristoranti e i locali nei dintorni dell'università: una percentuale che, come sottolinea Sodexo, potrebbe aumentare se i servizi offerti da queste strutture si allineassero con le loro esigenze. Si tratta comunque di una situazione decisamente diversa rispetto a quelle di Spagna e Regno Unito, dove i ragazzi preferiscono pranzare a casa propria.
Un aspetto che va contro le aspettative è che gli studenti italiani non dimostrano di voler imparare a cucinare per preparare da sé pranzi e cene durante l'esperienza di vita e di studio lontano dalla propria famiglia. Britannici e americani, invece, sostengono di volersi impegnare per diventare più autonomi.
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