Cosa mangiano gli sportivi professionisti prima e dopo le gare invernali
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si svolgono anche in Valtellina, patria della bresaola, e il salume valtellinese ha tutte le carte in regola per fare parte dell’alimentazione degli atleti professionisti di queste discipline. In molti casi, in effetti, lo è davvero.
Alimentazione per le Olimpiadi: dieta e fabbisogno degli atleti degli sport invernali
Gli atleti degli sport invernali gareggiano in contesti climatici caratterizzati da temperature basse (spesso al di sotto dello zero termico) e devono cimentarsi in prestazioni di durata molto breve (come per esempio nello sci alpino o nel pattinaggio di velocità) oppure in discipline che richiedono doti di resistenza prolungata come lo sci di fondo o lo sci alpinismo. L’alimentazione, pertanto, deve tenere conto del tipo di sforzo fisico previsto ed essere calibrata correttamente sia nel periodo antecedente alla competizione, sia nel giorno della gara:
- l’alimentazione pre-gara include solitamente cibi ricchi di carboidrati (il fabbisogno di carboidrati di un atleta professionista è più elevato rispetto alle persone comuni) e un ridotto contenuto di grassi, mentre le proteine possono essere assunte circa 3 ore prima della performance sportiva, per favorire la digestione e mettere a disposizione dell’organismo le risorse energetiche necessarie;
- durante la gara è consigliato (quando non necessario) idratarsi e alimentarsi adeguatamente, per evitare crisi di fame e crampi, specialmente negli sport invernali su lunghe distanze;
- l’alimentazione post gara deve essere orientata al recupero dello sforzo, al reintegro dei nutrienti consumati e alla riparazione dei tessuti muscolari sollecitati dall’attività fisica. Proteine e carboidrati insieme sono la combinazione vincente (in media, 3-4 g di carboidrati per ogni g di proteine): questo significa abbinare correttamente alimenti proteici a cibi fonti di carboidrati, senza esagerare.
Bresaola della Valtellina: un alimento proteico, digeribile e magro adatto agli sportivi
Fra tutti i salumi la bresaola valtellinese è quello con il profilo nutrizionale più adatto a soddisfare il fabbisogno di nutrienti degli atleti invernali professionisti, grazie alle sue eccellenti qualità:
- contiene il 33% di proteine di origine animale, che sono in parte già scomposte grazie al processo di stagionatura;
- è il salume con meno grassi e ha una quota lipidica molto più bassa di molti altri alimenti: le fonti proteiche a basso contenuto di grassi sono le preferite dagli atleti;
- è un alimento ad alta digeribilità, più veloce e facile da digerire rispetto ad altre fonti di proteine;
- ha un ottimo contenuto di amminoacidi ramificati (scopri cosa sono), come per esempio la leucina, che aiutano i muscoli e migliorano le prestazioni atletiche;
- è subito pronta e non richiede cottura: una praticità di consumo che la rende estremamente comoda da portare con sé in pista, affettata e confezionata in vaschetta.
Mangiare bresaola in allenamento e in occasione delle gare olimpiche è già un’abitudine consolidata per diversi atleti, che curano minuziosamente l’alimentazione sportiva con nutrizionisti dedicati. Due o tre porzioni di bresaola a settimana da circa 50 grammi sono la dose abituale per gli sportivi professionisti, ma tutti coloro che praticano attività fisica o che adottano uno stile di vita sano possono inserire il salume valtellinese nella propria dieta, nelle giuste proporzioni, per renderla ancora più varia, bilanciata e salutare.
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